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la Normativa Nazionale prevede che gli impianti aeraulici vengano periodicamente sottoposti a controlli, manutenzione e sanificazione per la tutela della salute dei lavoratori?
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Alisea News

12/09/2017

Certificazione ANMDO

La gestione igienica degli impianti di trattamento aria è un elemento di fondamentale importanza, per garantire una corretta qualità dell’aria respirata in ambiente indoor.  Come molti sanno, a livello internazionale le linee guida più conosciute, complete ed evolute in questa materia sono le ACR 2013 della NADCA (The HVAC Inspection, Cleaning and Restoration Association – www.nadca.com ).

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07/07/2017

LEGIONELLA E TORRI EVAPORATIVE

Una torre di raffreddamento è uno scambiatore di calore gas-liquido nel quale la fase liquida cede energia alla fase gassosa, riducendo così la propria temperatura. L’argomento è di grande attualità in quanto le torri di raffreddamento sono gli impianti maggiormente a rischio per la proliferazione del batterio Legionella.

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Esalazioni maleodoranti

Esalazioni maleodoranti: una recente sentenza individua i profili penalmente rilevanti

Nel nostro ordinamento due sono le disposizioni generali che interessano gli odori prodotti da attività economiche: l'articolo 844 del Codice Civile e l'articolo 674 del codice penale.

La prima disposizione regola rapporti tra privati, prevedendo che il proprietario di un fondo non possa impedire le immissioni di fumo, le esalazioni, i rumori, gli scuotimenti e simili propagazioni derivanti dal fondo del vicino, se non superano la normale tollerabilità, avuto anche riguardo alla condizione dei luoghi.

La seconda disposizione contenuta nel Codice Penale precede dei reati contravvenzionali concernenti l'incolumità pubblica, con riferimento all'incolumità delle persone nei luoghi di pubblico transito nelle abitazioni: "Chiunque getta o versa, in un luogo di pubblico transito o in un luogo privato ma di comune o di altro io uso, cose atte offendere o imbrattare o molestare persone, ovvero, nei casi non consentiti dalla legge, provoca emissioni di gas, di vapori o di fumo, a te a cagionare tali effetti, è punito con l'arresto fino a un mese o con l'ammenda fino a euro 206".

Con la sentenza numero 36095 del 14/09/2015 numero 2702, la Corte ha confermato la condanna dell'imputato (titolare di una impresa di compostaggio) per il reato di cui all'articolo 674, ribadendo che il reato è riconosciuto come reato di pericolo concreto, con conseguenze di non poco rilievo in termini di imputabilità. Infatti, ai fini della punibilità, non è richiesto l'effettivo pregiudizio alle persone causato dalle esalazioni ma è sufficiente la concreta idoneità delle stesse a produrre conseguenze moleste anche assimilabile al fastidio, tutto ciò a prescindere dal fatto che la diffusione di tali emissioni promani da un impianto in possesso di tutte le autorizzazioni (come nel caso di specie).

In materia di emissioni odorigene , nel cui ambito non risulta possibile individuare idonee limiti tabellari stabiliti per legge e fondare quindi un giudizio di legalità su dati "oggettivi", la Corte, con la sentenza qui richiamata, individua il criterio della "stretta tollerabilità" quale parametro di legalità dell'emissione considerando invece idoneo ad "approntare una protezione adeguata all'ambiente e alla salute umana" il criterio della "normale tollerabilità", richiesto per la fattispecie prevista dall'articolo 844 Codice Civile in materia di immissioni.

Trattandosi di odore e mancando la possibilità di effettuare un accertamento obiettivo sulla intensità, il giudizio sull'esistenza e sulla stretta tollerabilità delle emissioni potrà basarsi sulle dichiarazioni fornite dai testi, purché provenienti da persone che abbiano avuto una diretta conoscenza dei fatti e che riferiscano soltanto quanto percepito in modo oggettivo circa la natura, la persistenza dell'insopportabilità degli odori.

Non assumono rilievo ai fini della punibilità "né che l'impianto fosse autorizzato, nel rispetto dei limiti di emissione e né il criterio discretivo della normale tollerabilità di cui all'articolo 844 c.c.".

Richiamando poi la posizione espressa dalla Corte Costituzionale, la suprema Corte afferma che il parametro della normale tollerabilità contenuto dall'articolo 844 vada riferito "esclusivamente al diritto di proprietà e non possa essere utilizzato per giudicare della liceità delle immissioni che rechino pregiudizio anche alla salute umana o all'integrità dell'ambiente" essendo l'articolo 844 "Norma destinata a risolvere il conflitto tra proprietari di fondi" andando pertanto "riferito il contenuto del diritto di proprietà".

Articolo tratto da Ristorando, 12/2015